La Storia delle Nike Dunk

Il 2021 è sicuramente l'anno che segna la rivincita delle Dunk. Come molte silhouette Nike, anche questo speciale modello segue un percorso molto movimentato fatto di grandi vittorie e bruschi pit stop. Adattata e reimmaginata molte volte nel corso degli anni, questa sneaker è riuscita a prendere il suo spazio grazie alle sottoculture d'adozione e alle prestigiose collaborazioni con alcuni dei nomi più influenti dell'universo streetwear.

Nike Dunk

Ma nessuna storia può essere raccontata se non si parte dalle origini. Torniamo al 1985, lo stesso anno di nascita di un'altra sneaker leggendaria, la Air Jordan 1, da sempre considerata la sua "sorella maggiore". La mente dietro questi due modelli è la stessa, il creatore Peter Moore, che lega le due scarpe ad un destino comune, quello del basket. Infatti, inizialmente il nome del progetto doveva chiamarsi “College Color High”, trattandosi di un modello destinato esclusivamente ai giocatori dei college incentrato sull'utilizzo dei colori delle diverse squadre del circuito NCAA. Così vengono presentate quelle che col tempo diventarono le palette iconiche del brand, come UNLV, Arizona, Iowa, Georgia, Siracusa, Georgetown, Kentucky, con una prima campagna pubblicitaria che riportava lo slogan "Be True To Your School".

Nike Dunk

Ma come nella vita, anche nella moda le regole sono fatte per essere infrante. Le Dunk non si fermano nei campi da basket ma arrivano, quasi per caso, in strada per conquistare la comunità skate. Adottano questa scarpa come segno distintivo per affermare la loro identità controcorrente, quasi un gesto di ribellione giovanile verso i modelli standard pensati per lo skateboarding. Essere uno skater negli anni '90 non era solo una tendenza ma un vero stile di vita. Lo capisce subito Sandy Bodecker, fondatore del dipartimento Nike SB, che con il suo team si accorge delle potenzialità della scarpa e delle ampie possibilità di renderla modello di punta per tutti gli appassionati. Così nel 2001 recluta quattro degli skater professionisti più forti del momento, Reese Forbes, Gino Ianucci, Richard Mulder e Danny Supa, per confezionare altrettante sneakers che hanno fatto la storia non solo per le sue linee bombate e il suo caratteristico color blocking ma anche per le loro innovative caratteristiche tecniche. Così i fantastici quattro si presentano con una linguetta più spessa, la famosa "big tongue" e una soletta più forte per reggere urti e cadute.

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Se l'universo street ha rappresentato la stabilità, le partnership la spinta verso il futuro. Proprio un giovane Supreme, che nel 2002 era un semplice skate shop di NYC, ha dato il via a numerose - quanto fortunate - collaborazioni coltivate nel tempo. Si parte con il primissimo modello Dunk SB Low Supreme Cement, la prima Nike non Jordan ad essere caratterizzata da una stampa "elephant" fino alla più recente Supreme x Dunk SB "Stars", sia Low che High, decorata con stelle dorate metalliche sui pannelli laterali della tomaia bianca. E ancora, il legame con Virgil Abloh che presenta l'ultra moderna Dunk x Off-White University fino a quello con il rapper statunitense Travis Scott con un modello Dunk SB avvolto in un motivo bandana. Una collabs molto preziosa vede l'unione di Cactus Plant Flea Market e Swarovski che stravolge il desgin classico con cristalli preziosi. L'ultima recluta è uno dei brand più influenti del momento, Ambush disegnato dalla designer Yoon Ahn, con una capsule collection che esagera i lineamenti della silhouette, come l'iconico Swoosh oversize che corre oltre la struttura della scarpa.

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Insomma l'azienda Nike supera la sua zona di comfort, tracciando una linea di confine tra chi continua ad utilizzare le scarpe sulla tavola e chi nella vita di tutti i giorni. Così negli ultimi 20 anni vengono prodotte una miriade di varianti colori e materiali diversi, dalle più basic a quelle più sperimentali. Vogliamo tirare fuori dall'armadio i pezzi più particolari? Si parte dalla Dunk SB High "Strawberry Cough" che utilizza un giocoso design a tema marijuana fino alla Dunk SB "Diamond Tiffany" con una tomaia in stile coccodrillo dai toni brillanti color tiffany e argento.

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Se vogliamo pescare nel tema food, ricordiamo le Heineken, ispirate al packaging della birra olandese e il curioso incontro con il famoso marchio di gelati americano Ben & Jerry’s, che per l’occasione trasforma uno dei gusti più amati di quest’ultimo in una Nike SB Dunk Low "Chunky Dunky". Una delle più pazze è sicuramente quella dedicata alla città di New York, la Dunk SB Staple NYC Pigeon, che ha scatenato una vera rissa nel 2005 davanti al negozio nell'East Side di Jeff Staple per ottenere un paio di scarpe con l'ironico piccione ricamato sul tallone.

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Per chi si sofferma sulle materie prime non possiamo dimenticare le Reverse Skunk 420 costruite interamente da una vasta gamma di tessuti scamosciati dai colori intensi oppure la Grateful Dead Bears, omaggio alla serie di orsetti danzanti disegnati di Bob Thomas, definita da inserti in pelliccia sintetica dai colori arancio, giallo e verde fluo. Sono sicuro che ne vedremo ancora delle belle con questa scarpa, diventata ormai un oggetto di culto sia per gli sneakerhead che per gli amanti della moda.

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